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Swing adolescente

Sara oh Connor (Terminator 1984) è una super-donna, un'eroina: difende suo figlio (il mondo) lasciandoci una bella immagine di sé, su una jeep, spettinata e con le occhiaie, in compagnia di un mitra e di un pastore tedesco. Insomma una combattente. Ora va bene essere un guerriero. Ma ...

L'altra sera un bel ragazzo, un ballerino, così simpatico, mi ha detto una cosa che mi è rimasta in mente; mi ha detto che lui era sicuro che di tutto il ballo la sua partner si sarebbe ricordata solo della volta in cui avesse sbagliato. Dell'errore. 

Ma no, ho pensato io... possibile? E sono rimasta lì. Senza parole.

Torniamo a Sara oh Connor, che non può sbagliare, e salutiamo chi a settembre vorrà iniziare un corso di ballo. Più o meno spontaneamente, più o meno colmo di ansie o aspettative.



Tutti lo dicono e io lo ripeto. Ci sono molti bei perché per iniziare a ballare
E' bello mettersi in gioco. Cambiare stile. Sentire fame e sete dopo. E' bello imparare.
Ma tornando alle eroine e agli …

Feel the beat: discorsi alcolici a notte fonda

Questa  settimana ho incontrato una persona, una persona che ha girato il mondo come insegnante di danza e che mi parlava e mentre mi parlava chiedeva ogni tanto una sigaretta, a me o a un altro che ci veniva vicino mentre stavamo sedute a un tavolino, fuori da un locale, dopo una serata, in una strada vecchia, come una volta, a Milano.

Insomma lei chiedeva una sigaretta ma mentre la chiedeva mostrava una scatolina verde di latta, arruffata di cartine e meccanismo, e alzando la sua scatolina assicurava di avere il suo tabacco.  Una stranezza, dico io, a cui si è aggiunto lo scambio di numero di telefono, scambio che ha richiesto un po’ di pazienza, perché gli ultimi numeri le uscivano solo in spagnolo, tutto aspirato, come una babelina numerica che prendesse vita da sé…


E sempre lei, che è in Italia ormai da troppo tempo, non chiedetele da quanto perché vi risponde che non ha importanza perché è come se non ci fosse stata, a metà di una conversazione piuttosto alcolica sulla danzasociale

L'hipster, il social dance e le balere

Io non so cos’è un “hipster”. So solo che se penso a un hipster mi viene in mente il bianco. E’ tutto. Non so neanche bene perché questo “social dance” è un termine parimenti di moda e cosa c’entri con gli “hipster”. E non so neanche bene la differenza tra retrò, vintage e revival, sempre che stabilire differenze sia ancora permesso.  So però che una sera ho incontrato in un posto che non avrei mai detto, tra persone che apprezzano il jazz, che ballano lo swing, che studiano il milanese, beh insomma in mezzo a questa storia moderna, ho incontrato  il “Micio”, seduto in prima fila con delle signore amiche sue, proprio lui, che non mi aspettavo perché sapevo che non era stato bene, e che invece è uscito ed è andato a vedere questo famoso locale milanese e mi ha chiesto di ballare, a me...Paola, ciao Paola, a me che non l'ho riconosciuto, io che parlo tanto di cultura del ballo. Distratta da cosa? Nulla, ho dato troppo poco.



C’è un mondo di trentenni e un mondo di ottantenni che si rin…

Lo swing liquido: cambio di scena

Swing Crash in Italia rappresenta "Il Festival".
E' doveroso andare per chi come me vuole annusare la scena... tanta gente, super le band, bravi i ballerini, bello lo show; principianti e curiosi con la bocca aperta e pieni di buone intenzioni per il prossimo anno, un po' di scarsa attenzione per la musica e i musicisti... in generale, bella atmosfera, per lo meno dal mio punto di vista, e tutto più o meno uguale. 
Tutto, tutto però no, anzi direi che c'è stata una cosa che mi ha proprio colpito, una novità bella e buona.




Era da un po' che questa novità mi ronzava intorno e che avevo già assaggiato a Torino nel 2015 vedendo a Manuel Micheli partecipare a un Jack and Jill, e qui ho trovato la vera differenza.
Vi spiego.


Anni fa quando ho cominciato a studiare questo ballo eravamo veramente in pochi a Milano. Io mi esercitavo con una bastone con le rotelle; è da non credere, ma mi ero veramente costruita una scopa con le ruote, le avevo messo anche la faccia e le br…

Diversi modi di vedere la scena

Credit Antonio di Canito
Alla nostra di Festa di Fine Anno avevo invitato tutti.
Ed erano venuti tutti e dopo aver mangiato e dopo aver applaudito l'applaudibile, siamo andati felici fuori al fresco a ballare; e sembrava tutto a posto, ma invece no, non avevamo visto bene, perché il nostro socio e musicista Guido Bianchini a un certo punto ha smesso di suonare, ha guardato il pubblico (di ballerini) e ha detto:
"insomma, siamo qui in terra in mezzo a voi, non c'è neanche il palco in questo posto, stiamo suonando sulla pista... io ve lo dico, se volete che suoniamo, l'energia che vi diamo, noi (musicisti) ve la chiediamo indietro!!"
Eh sì, perché presi dalla nostra bella festa e nonostante nostro Galateofresco fresco di proiezione, (mannaggia!) noi ballerini i musicisti non li stavamo proprio vedendo!




(PS... tra l'altro non facciamo inispettire i musicisti trattandoli come juke box perché ho scoperto che hanno tanti strumenti per ribattere, come troncare la musica …

L'arte di scegliere il proprio ruolo

Le differenze di "genere" nel ballo sociale contano? 
In una pista da ballo che tanto raccoglie di evasione e libertà, parlare di "ruoli" ha senso?





O sarebbe meglio parlare di leader e follower, senza nessun riferimento al "sesso" o meglio ancora di ballerini, senza parlare di "ruoli", persone, ognuno libero di cercare o interpretare il proprio ecclettico personaggio?


Some Like It Hot, 1959

Parentesi su di me....: a sette anni oltre alla sindrome di Peter Pan (non volevo compiere otto anni), io avevo anche il complesso di Edipo: avrei tanto voluto essere un bambino.  Ero una piccola milanese occhialuta e l'emancipazione femminile, il '68 coi suoi doverosi eccessi, non era ancora nella mia di storia.



Adesso che sono grande e fare la donna mi piace molto, ho imparato anche che la diversità, termine in via d'estinzione, esiste e che ogni diversità racconta una storia e tra le storie più grandi, l'ombrello che raccoglie tante storie indivi…

Ma lo swing è solo per coppie?

"Vorrei imparare a ballare swing ma non sono in coppia, aihmè! che guaio..." E' vero o falso?



Dal Valzer della Rivoluzione Francese in avanti, la coppia è diventata il centro del ballo; dentro e fuori dai salotti la danza sociale è celebrata per fare festa. Per cui festa e coppia, ecco il cuore pulsante del social dance. Festa all'incontro o anche festa a se stessi, perché no, una rinascita, inebriati dal proprio movimento e dall'ambiente che ci circonda. Ma soprattutto festa per conoscersi, stabilire alleanze o, aihmé, differenze.

Negli stroll, il Jive ne è un esempio, le ragazze ballano da sole, sfoggiando i loro abitini della domenica, ma tutt'intorno una distesa di moto e macchine d'epoca, giubotti e basette, creano il loro perché.


C'è chi festeggia in un ambiente dove gli scambi e i contatti diventano quasi uno sfoggio, un ballo del tacchino del duemila!!.. (il lindy hop la sa lunga al riguardo), o chi ama la quiete e la discrezione sofisticata del ba…