lunedì 3 ottobre 2011

150 ARTISTI PER 150 ANNI - IL CHARLESTON!!!!!!

Sembra che per motivi legati alla SIAE non riusciamo ad esibirci.....
mi spiace molto ma mi trovo a cancellare l'evento!
Rimane però il sottofondo storico che mi piace tanto!!!!!!!!!!!!!!!

E DALL'AMERICA ARRIVA IL CHARLESTON...

La musica Jazz e in particolare il Charleston, ballo che negli anni venti spopola in America,  arriva in Italia dopo la prima guerra mondiale e costituisce di fatto una rivoluzione del costume femminile.

L’America aveva iniziato a costituire un riferimento per l’Europa non solo di progresso economico  ma anche di progresso sociale, inteso in termini di  democrazia e di emancipazione.

Il jazz, i whisky e il charleston divennero sinonimo di  progresso.



Mentre in America gli “anni folli” delle flappers spopolarono  nel periodo tra fa fine della guerra al crollo della borsa del ‘29, in Italia il jazz e il charleston vennero suonati e ballati  fino a che 

le leggi razziali nel quaranta non lo misero definitivamente al bando.


Chi erano le flappers? Le ‘maschiette italiane’ (la Garçonne di Coco Chanel) si truccavano vistosamente, fumavano e flirtavano apertamente in pubblico, uscivano di casa , guidavano bicicletta ed automobile ed entravano sole nei locali pubblici.
Le gonne si accorciano, i busti troppo stretti sono eliminati e il nuovo modello femminile è una ragazza magra, sportiva, un po’ androgina,  con i capelli cortissimi.


Italia la moda delle flappers  approda principalmente tramite la filmografia più a buon mercato del grammofono e dei teatri.


Nonostante e forse a ragione della preoccupazione che avevano ad uscire dai vecchi ruoli, le flappers non erano impegnate politicamente. Infatti, le suffragette, che combattevano per il diritto di voto alle donne, vedevano le flappers come “insulse”, in qualche modo, non meritevoli della battaglia per cui loro lottavano tanto duramente.  Ciò nonostante il loro atteggiamento costituisce la diretta conseguenza sul costume della richiesta di indipendenza della donna che durante la guerra aveva dovuto assumere ruoli di responsabilità ai quali non voleva più rinunciare.

Il Charleston è  un ballo di origine afroamericana, nato come ballo di stradadi strada e non strutturato, molto distante dai balli conosciuti fino ad allora, di matrice europea, impostati su un rigido controllo da parte del partner sulla dama. I movimenti sconnessi e aperti, quasi antiestetici, dissolvono la coppia e di per sé costituirono un fatto scandaloso che scosse l’opinione pubblica puritana e conformista.

E forse per questo la canzone Lola, versione italiana di “That’s my baby” di George White rispecchia bene il clima italiano, dove il Charleston viene considerato una epidemia più pericolosa  della spagnola (l’epidemia influenzale che di vastissime proporzioni che investì l’Europa durante e dopo la prima guerra mondiale.


Lola, sai non è una fola,

dopo la "Spagnola"
viene il Charleston.