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Il Charleston





Il Charleston è uno stile musicale jazzistico risalente agli anni venti; trova il suo apice negli anni appena prima della grande depressione americana e finisce subito dopo il crollo della borsa del ’29. Partecipa all'evoluzione del rag time e del jazz, che nacquero e si diffusero già dalla fine dell’Ottocento e culminando in quella che venne definita “l’età del Jazz”.

Per tutti ascoltiamo The Charleston di James P. Johnson del 1925 (nell'immagine di copertina Josephine Baker).




Il momento d'oro del Charleston bruciò e finì presto, ma sia la sua musica che il ballo associato, attraversarono la storia ed è tuttora (un po’ come il twist) conosciuto da tutte le generazioni del continente sia europeo che americano.


Per chi vuole imparare da solo: 6 lezioni di charleston!

Oltre al ballo Charleston che si abbina alla musica, negli anni venti si ballavano sugli stessi ritmi, altre
danze simili, come lo Shimmy e il Black Bottom, che avevano come caratteristica la  posizione aperta e separata, e i  movimenti delle articolazioni, che erano veramente innovativi e profondamente diversi dagli stili di danza, popolare o standard ballata a quell’epoca.

Il 1920 era il periodo delle flappers,le ragazze “agitate” del 1900, che “agitavano” le mani e ballavano come degli uccelli: emancipate, ballavano sole, giravano in automobile, si truccavano in pubblico e osavano...

Le flappers e il loro ballo, il Charleston, non si possono assimilare al movimento femminista delle suffragette (che in Inghilterra portò il suffragio femminile nel 1918); infatti mentre questo movimento era decisamente orientato politicamente e socialmente, le maschiette di Coco Chanel erano fondalmentalmente delle ragazze "alla moda".

Ciò nonostante le flapper e la loro maggiore rappresentante, la ballerina e attrice Louis Brook, rispecchia la progressiva emancipazione femminile.

Il ruolo della donna e le sue mode erano infatti lo specchio del cambiamento economico e sociale successivo alle guerre frutto anche della partecipazione femminile al lavoro durante i conflitti.



Nell'immagine Louis Brook (1906 -1985)

Dalla musica Charleston (omonimo paese della Carolina del Sud) nasce questo ballo che sembra risalire ai dopolavoro del porto della attiva cittadina, e ai movimenti degli scaricatori. Un ballo spontaneo quindi, di strada, dei lavoratori afroamericani, come più o meno tutte le prime performance legate alla musica jazz.

Molto interessante questo filmato creato da Sharon Davis, una eccezionale ballerina (oltre che insegnante) di Charleston di origine australiana.



L’emblema del Charleston fu Josephine Baker (1906-1975), ragazza meticcia naturalizzata francese, che portò i movimenti tribali delle danze africane su tutti i palcoscenici americani e europei (dalle Ziegfild Follies di New York al famoso il Théâtre des Champs-Eliséees di Parigi). Nel suo stile originale di ballo si ritrovano elementi  tribali uniti alle movenze dei primi spettacoli di Vaudeville afroamericani e bianchi.


Altri eccezionali ballerini di Charleston furono Al Minns e Leon James (Whitey's Lindy Hoppers), interpreti dei movimenti più legati al lindy charleston e al lindy hop, e furono le loro coreografie, riportate nella filmografia dell’epoca, che tramandarono nella storia i più importanti movimenti di quello che si definisce l’Authentic Jazz o Jazz vernacolare. Più che sul genere musicale charleston i grandi ballerini interpretano l’hot jazz e il dixieland, ovvero, scusandomi per la semplificazione, quel genere jazz che precedette lo swing.


Infine va considerato il Charleston cosiddetto americano e di coppia. Tale stile si può definire un accomodamento dello stile selvaggio della Baker al fox composto più di stampo bianco. Ed è proprio questo stile di ballo, che coincide coll’euforia precedente alla grande depressione che occupa l’immaginario collettivo, abbinando il Charleston alle atmosfere americane del Grande Gatsby.

Dal film: Il grande Gatsby,  (The Great Gatsby)  2013, Baz Luhrmann



In Italia il fenomeno americano, e quindi anche il Charleston, arriva con le guerre.

Famosa la canzoncina Lola cosa impari a scuola (1951), cantata dal Duo Fasano che è la versione italiana di Yes Sir, that's my baby (1925), in cui, metaforicamente, si racconta che il Charleston fece in Italia più stragi della famosa epidemia influenzale “La Spagnola” del 1918.

Elena, Valentina, Irene, Paola e Valentina di Nonsolocharleston A.S.D.




Attualmente questo ballo è tornato di moda a Milano e all'interno della cornice della "Swing Mania" che ha di nuovo contagiato il mondo. Ma ancora prima molti di questi movimenti furono tramandati da grandi interpreti come Fred Astaire e Ginger Roger e ripresi da i nostri giovani di strada in balli assolutamente moderni come l'Hip Hop e il Funky Jazz, di cui di seguito un bellissimo esempio:






- - - 


Ecco un elenco dei passi base di Charleston e di Authentic Jazz.



SOLOCHARLESTON
Basic Charleston footwork
Cross kick
Freeze
Arm swing and variations
Double kicks  e Big swing
Coming forward
Double back tap
Scarecrew
Crawl to the side
Knees illusion (o bees knees)
Pushes and knee slaps
Around the world
Shoe shine
Entrata in popey legs


AUTHENTIC JAZZ
Apple jacks
Boogie Back
Boogie Forward
Boogie Drops
Box Steps
Cakewalk
Crazy legs
Fall o f the log
Fish tails
Half break
Hipswings ,Messaround, Rusty Dusty
Ice skating
Pecks
Rocks
Slip Slop
Shorty george 
Suzy Q
Takie Annie


 Per approfondimenti vedi anche:

"Hot Jazz" di Giorgio Lombardi (Daniela Piazza Editore)
"La storia dei balli", , Simona GriggioMilano, Edizioni Sipiel S.r.l., 1995.
Le danze swing, Paola Bruno, FIPD

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