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VESTIRSI A TEMA SWING: CERCA IL TUO STILE

Identikit dell'hipster


C'è un mondo di parole che inizia con la "i": yuppies, hipster, yuccie, hippies create per definire appartenenze e differenze, il vestito c'è poco da dire, parla molto di noi.

In certi ambienti, spesso troppo formali l'aspetto detta legge, aimé...vi sentirete spesso "non perfetti"; questa sensazione di "non perfezione", che non è solo inadeguatezza nel proporsi esternamente ma forte pressione interna di crescita,  è a mio avviso prodotta (volutamente o meno) dal mondo "swing"... ciò nonostante qualche consiglio "datato" e spazio ai nuovi "swingers" e all'aria fresca che sono certa porteranno nella comunità!

Numero 1:
- rispettate il vostro ospite; se la serata è "di gala" o con "dress code" presentarsi in jeans e maglietta non ha senso. Se non vi piacciono questi ambienti nessuno vi obbliga a partecipare. Ci sono moltissimi raduni più informali.

Numero 2:

Il selvaggio (The Wild One) è un film drammatico del 1953
diretto da László Benedek con protagonista Marlon Brando
- non siate schiavi delle tendenze e usate il buon senso: sentirsi swing non significa "atteggiarsi" o "travestirsi".  L'abito è personale e cosa vostra.
Una buona soluzione è guardare delle vecchie immagine per assaporarne l'atmosfera, smussare le esagerazioni e ispirarsi per qualche particolare.



Swing Kids - Giovani ribelli (Swing Kids) è un film del 1993 diretto da Thomas Carter

Stessa soluzione è osservare l'abbigliamento utilizzato dai ballerini i nei raduni importanti.
Notate le varietà di stile!






Max Pitruzzella & Maeva Trunzer

Numero 3:
State andando a ballare, non a un party o a una sfilata di moda.

Per i ragazzi da evitare:
indumenti che non traspirano, asciugamanini penzolanti e sudati che sbatacchiano sul partner, e altre armi letali; ostentare situazioni da passerella in un ambiente dove l'idea è quella di ballare tra amici.

Ragazze:
Mettetevi a vostro agio e al vostro meglio, con le cose che più vi donano e con le quali vi sentite bene.

Nel 1932 Marlene Dietrich si presentò a una prima indossando dei pantaloni, criticatissima al momento, iniziò una nuova moda. Lei dichiarò di indossarli non per suscitare scalpore, ma semplicemente perché li trovava particolarmente comodi. 

Da evitare:
Nudità eccessive; scomode e poco adatte le pance nude e le camicette che scivolano da tutte le parti e soprattutto no ai tacchi a spillo!

Qualche chicca:
La cravatta anni trenta è larga e corta; il fermacravatte è un bell'accessorio.
Il gilet a doppio petto senza code piace.
Ragazze la cintura usata nei calzoni da Chanel era alta o media, alla maschietta, non sottile.
Ochei alle pettinature curate, sia maschili che femminili.


Se vi criticano la calzatura sportiva rassicuratevi con la Big Apple Routine di Keep Punching (1939).

Dove posso trovare l'abbigliamento più adatto:
A mio avviso, con la grande diffusione del mercato del vintage, si può risolvere col prêt-à-porter dei grandi magazzini, così come al mercato rionale; ci sono anche siti on line specializzati a cui potete ispirarvi(come DANCESTORE, VIVIEN OF HOLLOWAY , UNIQUE VINTAGESWING GEAR), in quasi tutti i festival ci sono bancarelle con articoli vari a tema.

Ci sono i raduni presso la Balera dell'Ortica, i Vintage Market come L'East Market, e i negozi specializzati nel vintage e nel retrò (Porta Ticinese e vicini).La Cappelleria Melegari è fornitissima per i copricapi, ma se ne trovano validi un po' dappertutto.

Se avete in "ballo" iniziative artigianali comunicatemelo che sarà lieta di pubblicarle!

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