giovedì 18 febbraio 2016

BOOGIE WOOGIE

Sinonimo di ballo, spensieratezza e colore, il boogie woogie è sempre stato molto amato in Italia.


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Attualissimo nel "cult of vintage style",  è tornato di moda tra i ragazzi, con i suoi fiocchi, la brillantina e le gonne colorate.


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Grease - Brillantina (Grease) è un film del 1978 diretto da Randal Kleiser, 
interpretato da John Travolta e Olivia Newton-John

Un tuffo nel mondo di American Graffiti, Grease, Happy Days, con i fast food, le Harley Davidson, i giubbotti di pelle e i blue jeans e soprattutto la musica dei jukebox con i dischi rock and roll!


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Happy Days (Giorni Felici) è una situation comedy televisiva statunitense andata in onda in prima visione negli Stati Uniti dal 15 gennaio 1974 al 24 settembre 1984 sulla rete televisiva ABC. 

A Milano si balla in piccoli ritrovi informali, o in riunioni più grandi come i Twist and Shout o i LollyPop, In sale da ballo di periferia o in locali in città, con ottimi dj che spaziano dal rhythm and blues al boogie al rockabilly.


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Paola Bruno e Emanuele Bertolini, 
istruttori qualificati Boogie Woogie di ASD Nonsolocharleston


Si impara subito con pochi passi insegnati da amici, a scuola, o nei vari tutorial che abbondano su youtube.

Per chi vuole fare particolarmente bella figura si può seguire un corso di ballo che oltre a insegnarti i movimenti più "cool" ti farà entrare in questo magico mondo fifty, che veramente è alla portata di tutte le tasche e di tutte le età!


Volete una lezione di boogie woogie  on line 
in diretta ne LaCasa èSocial?



e infine un po' di storia:


"Il boogie woogie come musica è un blues ritmato. Questo blues ritmato fu ufficialmente confermato da Pine Top Smith nella famosa incisione di del 1928 “Pine Top’s boogie woogie” dove l’autore fece anche riferimento proprio ai passi di danza.

Venne ballata come altre danze swing in maniera spontanea e destrutturata in locali e feste riservate ai neri. (...)

In America il boogie woogie divenne un blues scatenato, e non corrispondeva a uno specifico stile di ballo.(...)

Fu però solo con la seconda guerra mondiale che i ballerini confluirono in quello che in Italia e in altre parti d’Europa venne chiamato boogie woogie e poi rock and roll. Questo stile di ballo venne associato agli esempi americani arrivati con le truppe che di fatto stavano ballando swing. 

(...)

Sia il boogie woggie che il rock and roll, diventando la musica della nuova generazione, maturano uno stile diverso, sia come ritmica che come atteggiamento. Lo swing out, il passo “principe” del lindy hop perse popolarità. Si iniziò a ballare più sui talloni che sulle punte, si utilizzarono i sei tempi del west coast swing e si crea un nuovo stile di ballo scalciato.

Non è ben chiaro come mai questa danza venne chiamata boogie woogie, per lo meno in Italia, forse per il nome che compariva sulle incisioni o per qualche etichetta.
Progressivamente il boogie italiano è andato evolvendosi in uno stile più semplice standardizzato dai maestri di ballo, il cosidetto “boogie da sala” che, pur rendendolo più accessibile a tutti, portava però via molto della natura interpretativa e spontanea delle origini. 

Attualmente il boogie woogie ha ripreso molto vigore recuperando i concetti di ballo destrutturato, liberamente interpretabile utilizzando anche elementi dei balli vernacolari. E’ stata inoltre nuovamente inserita la componente air steps e aerea, sebbene con le dovute limitazioni sociali, praticamente inesistente nel “boogie da sala”.



martedì 9 febbraio 2016

JIVE



Per chi vuole orientarsi nel magico mondo
che ruota intorno al jazz
il Jive rappresenta uno stile, una musica e una cultura "country rock".


Un po' di storia?

Il rockabilly nasce come musica decisamente semplice e popolare, non legata necessariamenete alla danza. A volte era ballato solo dalle ragazze, e ruotava attorno a una sorta di stile fifty, automobili e musica, che rappresentava soprattutto la comunità e un determinato stile di vita giovane confinato però in piccoli centri e alle feste locali. Visse l’evoluzione generale del ballo che da danza di coppia si trasformò progressivamente in ballo individuale e senza regole, rispecchiando i cambiamenti sociali e culturali del dopoguerra. 

Chiara Sapiente e Giacomo Gennaccari

Il Jive come ballo è legato alle musiche rockabilly degli anni Cinquanta ed è tornado come revival negli anni Settanta, portando avanti uno stile di abbigliamento dirompente rispetto alla tipica moda anni Settanta.


Luigi Torti in arte Howlin' Low


“Il termine rockabilly non veniva praticamente mai nominato […] (ma le) … giacche lunghe da teddy boy, bolos, jeans a sigaretta e creepers, […] in tempi di pantaloni strappati al ginocchio, scampanature da settanta centimetri e stivali con tacchi da dodici – fu una vera rivelazione”.

La comunità rockabilly jive è decisamente sovranazionale. Si caratterizza, oltre che per l’ascolto del genere musicale, per un look inconfondibile: le capigliature "pomp", il trucco “pin up”, la brillantina, i teddy boys, le scarpe "Brothel creeper", i Levi's 501 e 505, e anche per il possesso di alcuni “beni” anni quaranta e cinquanta, dalle moto e auto americane a elementi di arredo come frigoriferi, tostapani, mobilio vintage, etc..




Attualmente il ballo viene proposto e perfezionato attraverso le scuole, sebbene rimanga un modo meno tecnico e più diretto, rispetto ad esempio a boogie woogie e rock and roll, di interpretare la musica.

E’ caratteristico il movimento importante delle braccia che sembrano “squotere e ruotare” e la poca elevazione dal pavimento dei piedi.