lunedì 24 aprile 2017

RETRO A B C: il dizionario della cultura vintage

Come promesso ecco pronto un dizionario completo della terminologia vintage!
Moda, subculture, stili, modi di essere.




Matilde Moisant, 1911.
Moisant was the second woman in the United States to receive a pilot's license
(da https://it.pinterest.com/airandspace/)





  • Ala di gabbiano
Si utilizza per definire la forma delle sopracciglia. Negli anni Venti e Trenta le sopracciglia erano disegnate e avevano una forma tondeggiante. La forma ad ala di gabbiamo è più moderna. 1940.


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  • Alohashirt 

Camicia awayana, sullo stile di Elvis Presley. 1950

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  • Beatniks

Sottocultura ispirata alla Beat Generation (movimento culturale, letterario e di costume) degli anni Sessanta.La loro uniforme consisteva in camice a righe e abiti oversize. Le felpe a maniche corte e i cappucci erano indossati con gonne a tubino o pantaloni aderenti e si vedeva spesso indossare uno stile all black cioè dove predomina il nero. 1960


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  • Bikers
Subcultura caratterizzata dai viaggi in moto, il "chiodo" del 1915, nasce dopo la seconda guerra mondiale in America. Il viaggio è simbolo di evasione e libertà, contrapposto all'americano medio che utilizzava la macchina.. 
Rappresentati da “Il Selvaggio” (1954) con Marlon Brando. Easy Rider, conosciuto anche come Easy Rider - Libertà e paura, è un film del 1969.


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  • Bocciolo di rosa (labbra a)
Modo di truccarsi le labbra negli anni Venti, con l’arco di Cupido molto accentuato. 1920.


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  • Bomber
E’ un giubbotto corto con la zip davanti e elastico in vita e ai polsi. Capo di abbigliamento creato per i piloti nella seconda guerra mondiale. Negli anni settanta/ottanta si trasforma in “baseball bombers”, di fattura più leggera, adottato dai skinheads negli anni ottanta e dalla cultura hip hop nei primi anni duemila. 1950.

  • Bonton
Come comportarsi in società. Detto anche galateo. Il Galateo overo de' costumi, noto comunemente come Galateo, è un breve trattato scritto da Giovanni Della Casa (1503-56)


  • Bombetta
Cappello maschile di feltro rigido, formale, a forma di cupola rovesciata, in uso negli anni trenta, detto Bowler or Derby , di origine inglese ideata e venne ideata da Bowler, divenne la simbologia dell'abbigliamento britannico. 1930. Icone: Stanlio & Ollio a Charlie Chaplin, passando per Mr. Banks (il padre di famiglia nel disneyano Mary Poppins), fino ad Alex e i suoi Drughi nell’Arancia Meccanica di Stanley Kubrick.

  • Borsalino
Borsalino è la marca di un cappello di feltro a tesa media. Nei paesi di origine anglosassone questo cappello è chiamato Fedora, mentre in Italia si chiama Borsalino. 1930. Icona: Humprey Bogart nel film “Casablanca”


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  • Bretelle
Nate come un elemento della biancheria (come il reggicalze) venivano nascoste sotto il gilet. Erano o in pelle o in cotone. Le pinzette iniziarono ad essere usate a partire dagli anni quaranta. 1920


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  • Buddy Holly
 occhiali. 1959. Montatura quadrata resa famosa dall'omonima star del rock.


  • Caban
Cappotto corto utilizzato dalla marina statunitense del 1900. E’ anche detto Pea Coat, Peacoat o Pea Jacket. Le sue origini sono più antiche ma sempre legate all’abbigliamento militare. E’ a doppiopetto in genere blu o nero con grandi bottoni.


1962 - Yves Saint Laurent'caban' sketch:

  • Candy girl 
Ragazza che ama i party, veste sexy ma tipo pin up, ha un po’ della bambola gonfiabile, allegra spensierata, non cattiva, non innocente. The Candy Girl è un film muto del 1917


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  • Cheaters 
Modo di chiamare gli occhiali da sole molto di moda negli anni Trenta, dall’inglese, ingannatore. 1930



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  • Cloche 
Cappello tipico degli anni venti, con ornati in fiori, piccole piume, e disegni geometriche. La falda del cappello arrivava a toccare l’arco sopraccigliare. 1920.


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  • Coda di rondine (scarpe) 
Modello di scarpe in uso negli anni trenta con il tipico disegno in punta. 1930


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  • Cool 
Significa “freddo” in inglese. Un modo giovanile sinonimo di “figo”, “giusto” che significa fantastico, alla moda, di tendenza. Negli anni Trenta era l’opposto di Hot, che indicava un modo caldo di suonare il jazz. Riprende il concetto di scelta di nicchia, ricercata, costosa.


  • Counturing 
Stile di trucco che tende a dare al viso una forma triangolare e allungata. 1950?


  • Cravatta
Inizialmente una striscia di stoffa, assunse la forma a triangolo piegato come la conosciamo noi nel 1924. Negli anni venti venivano annodate molto strette e creavano un punto ampio più in basso. Passarono dai 5 ai 10 centimetri di ampiezza. La cravatta in maglia, per studenti o meno abbienti era invece più sottile. Sempre corte e colorate durante gli anni trenta e quaranta, a linee geometriche, art deco, di colore acceso. 1920.






  • Cuban heels 
Scarpe da giorno chiuse modello anni Trenta, con il lato del tacco interno verticale. 1930
  • Démodé 
Termine francese che significa fuori moda, passato, obsoleto


  • Double Strap Shoes 
Tipica scarpa a doppia chiusura degli anni Venti. T strap è la forma a T della chiusura. 1920.

  • Dress code 
termine inglese che significa “codice di abbigliamento”; rimanda alle regole sottointese da rispettare nelle diverse occasioni


  • Fedora 
Cappello di feltro di origini inglesi dalla tesa piuttosto larga i 7, 5 – 8 cm. , morbido lo puoi piegare leggermente all’in giù. Si fa portavoce della “Sprezzatura”, ovvero l’arte di vestirsi ed atteggiarsi come se non ci si fosse sforzati d’apparire così bene. . In realtà andava portato due pollici sopra il ciglio destro e tesa anteriore leggermente piegata verso il basso, solo così poteva essere indossato il cappello da un gentiluomo. Molto utilizzato negli anni Venti. 1920/1930. Al Capone, Frank Sinatra



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  • Finger waves 
Onde con le dita: modo di acconciare i capelli a onde in uso negli anni Venti e Trenta, 1920/30.


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  • Flapper girls 
Ragazze che agitavano le braccia come degli uccelli, icona della donna emancipata degli anni Venti


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  • Flat cap 
Detta anche coppola, cappello in uso negli anni Venti/Trenta, in tessuto morbido, quasi sempre in tweed. Usata inizialmente come berretto per chi guidava, perché non volava via.

  • Faux bangs 
E’ un modo femminile di acconciarsi i capelli creando una frangia senza tagliarli.

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  • Fish tail skirt 
Gonna con la parte posteriore più lunga. Fine Ottocento


  • Gabardine 
Giacca di ispirazione militare in uso negli anni venti. 1920


  • Garconne frock 
Garsonne si intende una ragazza emancipata, e anticonformista comunemente ritenuto proprio degli scapoli.‖ Portare i capelli alla garçonne, tagliati molto corti, alla maschietta. Garsonne frock è l’abito alla maschietta. 1920


  • Gessato
 detto anche Pinstriped, è un tipo di tessuto a righe bianche sottili, che viene spesso associato iconicamente alla moda di degli anni venti, simbolo di potere per uomini d’affari e malavita, con ghette e scarpe bicolori. 1920. Clark Gable


  • Gilet 
Detto anche panciotto, Venne diffuso in modo anche meno formale durante gli anni Venti. Cadde in disuso negli anni quaranta per le penurie legate alla guerra. Venne ripreso dalla subcultura giovanile dei Teddy Boys degli anni cinquanta sebbene in versione broccato ripresa da Edoardo VII. 1920


  • Greaser 
Subcultura giovanile degli anni Cinquanta. Si associa a ciuffi brillantina, Jeans, camice in flanela, T shirt, coltelli a serramanico, dr. Martin.


  • Hair rats 

Accessorio per capelli che riprende il colore e la foggia di un grosso boccolo raccolto e serviva per fare delle decorazioni a boccolo chiuso in genere dietro o ai lati della testa. 1940.

  • Headbands 
Fasce gioiello in uso negli anni venti.


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  • Headwrap
gli attuali turbanti nelle varie sistemazioni.


  • Hippies 
Cultura giovanile antiguerra e naturista, si abbigliavano con jeans a vita bassa, magliette molto semplici, bandane intorno al capo, foulards e uso di motivi floreali


  • Jazz Suit 
Generico abbigliamento anni venti associato a gli appassionati di musica jazz. Venivano indossati pantaloni corti e stretti, spesso con calzino in mostra, giacche dalla vita stretta e piccoli risvolti


  • Keds 
Scarpe da uomo in uso nelle occasioni meno formali negli anni Trenta.
Lanciate sul mercato nel 1916 dalla US Rubber Company, (sneaker.) Comparvero in Keep Puunching nel 1939.




  • Little Black Dress
Introdotto da Chanel negli anni Cinquanta, contrastande con il largo utilizzo di tessuti di quegli anni. E’ il classico tubino nero.



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  • Mary Janes
Modello di scarpe in uso negli Anni Trenta; sono scarpe con la foggia da bimba, con il laccetto al collo del piede con il tacco basso. Mary Jane, deriva da un personaggio di Buster Brown, un fumetto che in italiano è stato ribattezzato Mimmo, che indossava proprio un paio di queste scarpe, col cinturino ma senza tacco. Il personaggio in questione era la sorella del protagonista e si chiamava appunto Mary Jane.



  • Matita (gonna) 
Modello di gonna tipica degli anni Cinquanta.Diversamente dalla gonna a tubo, si stringe verso il basso.


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  • Matte
 Riferito al tipo di rossetto, per gli anni Quaranta si usa rosso ma matte, opaco. 1940


  • Mainstream
 Tendenza dominante o di massa, a volte in senso dispregiativo “di tendenza”, ma culturalmente vuoto.


  • Mods
 Subcultura giovanile degli anni Cinquanta e Sessanta di origine londinese; l’aspetto femminile era piuttosto androgino, con capelli corti scarpe basse e oco trucco. I ragazzi seguono un look teddy boy o con maglioni in cashmere, cravatte sottili scarpe Winklepicke col la tipica foggia a punta, parka. Twiggy


  • Mood 
Sinonimo di “luna, stato d’animo”” assume anche il significato di “modo di essere” interiore, stile di vita che però è fortemente legato al “consumo”


  • Moon Manucure
Lunetta alla base dell'unghia nuda, sopra colore a vostra scelta. Jean Harlow anni 1920.


Jean Harlow

  • Must 
(have) Dall’inglese “indispensabile”, riferito anche a capi di abbigliamento


  • Neckwear
 Fazzoletto da collo in uso dagli anni venti. 1920


  • Newsboy
 Cappello di foggia sportiva utilizzato negli anni venti. 1920


  • Occhiali
da sole modello "aviator" concepito per proteggere gli occhi degli aviatori, brevettati nel 1937. 


  • Old school/style
(tatuaggi) Riferito ai tatuaggi è uno stle particolare che utilizza una tecnica pittorica ben definita, con modelli risalenti alla tradizione marinaia:rose dei venti, ancore, rondini, pugnali, pin-up , aquile e dadi. Nonostante alcuni temi appartengano ancora a gruppi ideologici ben definiti (pensiamo alle ragnatele, ancora principalmente ad appannaggio di skinhead e mods), il grosso dei temi trattati dai tatuaggi old-school possono essere oggi trovati anche su tatuati casual. Spesso per i bikers i tatuaggi hanno un significato di appartenenza.


  • Outfit
termine inglese che significa “completo” o “tenuta”, significa in italiano l’insieme di ciò che si indossa; ha lo stesso significato di “misse".


  • Oxford
Modello di scarpa maschile e femminile in uso negli anni Venti e Trenta, stringate e bicolori

  • Oxford bags
 Pantaloni molto ampi di moda tra i giovani intorno al 1920


  • Paglietta
O magiostrina, stimmer hat in inglese, per l’uso estivo, copricapo di origine italiana in paglia sia maschile che femminile, prevalentemente legato all’uso sportivo. Definitivamente introdotto nella moda femminile da Chanel. 1920/30


  • Panama 
detto anche jipijapa, cappello di paglia da uomo di colore chiaro a tesa larga. E’ originario dall’Equador. Utilizzato come accessorio indispensabile negli anni Venti. Dal 2012 l'Unesco ha incluso il cappello panama nella lista dei patrimoni culturali dell'umanità.


  • Pantalone a colonna
 In uso negli anni Trenta, ampi, con la vita molto alta. 1930


  • Pantaloni a palazzo
Utilizzati negli anni quaranta, erano ampi e leggeri, ad aprirsi maggiormente verso il basso per dare una forma a clessidra in stile hollywoodiano, in genere chiusi su un fianco on zip e bottoni. 1940


  • Pantaloni Capri
 In uso negli anni Cinquanta. Resi celebri da  Aristotele Onassis. che li indossava in vacanza a Capri.


capri-pants

  • Pantaloni chino
chiamati anche khakhi : pantaloni di tela da uomo in cotone colorato, utilizzati in guerra, inizialmente tinti con te o sabbia, caffè per attenuare l’evidenza dello sporco; il nome viene dall’uso del capo da parte dei contadini filippini chiamati Chinos dai soldati americani. Si diffondono dopo le guerre tra i ragazzi dei campus universitari. 1940


  • Papillon
Farfallino, introdotto come accessorio del Tuxedo o smoking e indossato anche dalle donne durante gli anni Venti per gli abiti di foggia maschile da sera (bianco). 1920. Katharine Hepburn con un farfallino legato al collo, oppure Marlene Dietrich, Frank Sinatra, Charlie Chaplin


  • Parka
Giacca realizzata nel 1948 divenne uniforme per l’esercito militare americano. Nel 1960 diventa una delle giacche must-have degli esponenti delle sottoculture giovanili. 1950


  • Paysienne (à la)
E’ un modo di portare la bandana nel look pin-up. Uno tra i tanti. Bandana portata alla paysienne: legata dietro il capo.  Lo stile in cui si allaccia sopra con nodo cicciottello è "rosie the riveter".


  • Pecoat (sailor)
Cappotto corto con grandi risvolti indossato dalla Marina degli Stati Uniti nella guerra civile e ispirato alla Marina Britannica.


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  • Peep-toe
 Scarpe aperte in punta adatte per la sera. 1930


  • Pencil dress
 Vestito o donna molto stretta sotto il ginocchio In 1908 la signora Berg (prima passeggera in un volo aereo) volò con la gonna chiusa da un laccio pere evitare che si sollevasse


  • Pin-up
Pin-up significa “appendere” (le loro foto!) Si tratta di una donna made in America, caratterizzata da una evidente malizia, proposta però con ingenuità. Attualmente oltre al classico abbigliamento, è un modo di sentirsi “spensierate”. Bettie Page è l’icona pin-up degli anni '50


  • Pochette
Fazzoletto di seta nel taschino in uso negli anni Trenta nelle occasioni più formali


  • Pompadours
Pettinatura in voga negli anni Quaranta che ricordano lo stile molto cotonato della marchesa di Pompadour. 1940


Lo stile Pompadour prende nome da Madame de Pompadour

  • Pork pie hat
Il suo nome deriva dalla somiglianza con una tipica torta inglese fatta di carne di maiale e gli viene attribuito dai musicisti jazz e blues di New Orleans, tra i quali il cappello era molto famoso. Venne indossato da Buster Keaton negli anni venti. Rimase reso famoso da una canzone dedicata al jazzista Lester Young (“Goodbye Pork Pie Hat”). Con l’immigrazione caraibica in Inghilterra alla fine dei 50’s i rude boys giamaicani lo introdussero nelle sottoculture giovanili, prima ai mods poi agli skinheads.Nel 1979 divenne un segno distintivo dello ska revival. 1920.

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  • Pullover 
Accessorio in maglia, precedentemente indossato solo dalle classi più umili, diventò di mota tra i ragazzi negli anni trenta. 1930


  • Retro 
Si intende lo stile con cui vengono riproposti oggetti moderni su foggia antica. Spesso con stile retrò si intende però lo stile ispirato alle decadi 1920/1940


  • Rocker
Subcultura giovanile degli anni Cinquanta Sessanta. Abbigliati con giubotti in pelle, jeans neri modello Levi’s e stivali pesanti bikers, cappelli in pelle. In moto con casco, occhiali da aviatore e sciarpa solitamente bianca. 1950/60.


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  • Sacco (vestiti a)
 Si intende una foggia di abito in uso negli anni venti


  • Sahariana
 Camicia senza collo che diventerà di moda negli anni Trenta


  • Sailor middy 
Abbigliamento alla marinaia. 1920.

  • Skull cap
(juliette cap) Foggie di copricapi in voga negli anni venti. Erano piccole cuffie ricche di perle e gioielli. Copricapo indossato da Shakespeare.


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  • Shimmer
 Trucco luminoso, in uso negli anni Trenta


  • Smokey eyes 
Modo di truccarsi gli occhi degli Anni Venti.


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  • Snood style
Retine utilizzate per acconciature anni quaranta (snoods). 1940. Tenevano a posto i capelli al lavoro.

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  • Teddy Boys
Stile in uso negli anni Cinquanta tra i giovani, e si rifaceva allo stile Eduardiano; giacca lunga, con polsini in velluto o satin, pantaloni stretti, gilet in broccato.


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  • Trash
Di basso profilo culturale. A volte scelto volutamente come ribellione culturale. Per esempio in campo artistico è una scelta anticonformista basata sull’uso di materiali poveri (spazzatura), dal secondo dopoguerra.


  • Trench 
o anche trench coat Dall’ inglese “cappotto da trincea”; veniva indossato dai militari che combattevano in trincea; diventa un elemento raffinato della moda degli anni Trenta?? 1940


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  • Trilby
Cappello simile al borsalino, ma con la falda molto più stretta, rigirata verso l’alto nella parte posteriore.


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  • T-shirt
Fu indossata dai soldati della prima guerra mondiale, diventata dopo uno dei capi fondamentali dell'abbigliamento disinvolto. 1920


  • T-strap
Scarpe da donna con la chiusura a forma di T in uso negli anni venti e Trenta. 1920


  • Tuxedo
Si intende lo smoking, o dinner racket, abito formale che sostituì il frack a coda di rondine.  1929 Il primo smoking lo indossò  l'industriale Griswold Lorillard al Tuxedo Club nel New Jersey (da qui il nome). A dare subito scandalo fu invece Marlene Dietrich, nel 1966 Yves Saint Laurent lo inventa per la donna




  • Utility clothing
Abbigliamento per civili comune durante la guerra, completi semplici, con blusa, giacca e gonna. 1940


  • Victory Rolls
Boccoli fissati da forcine, utilizzati negli anni quaranta. 1940.


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  • Vintage
Termine francese che deriva da vendemmia o vini di pregio. Si definiscono così oggetti di almeno ventanni che conservano un loro pregio. Spesso con stile  vintage si intendono le decadi dal 1950 al 1970


  • Winged eyeliner 
Modo di stendere l’eyeliner creando delle ali sulla palpebra. 1950



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  • Winklepicke (scarpe)
Modello di scarpe o stivaletti molto a punta. Si trovano associate allo stile Mods, Beatnick, Gothic.


  • Zoot suits 
abbigliamento da uomo costituito da una lunga giacca a spalle molto larghe e pantaloni a vita altissima, spesso accompagnato da una cappello modello Divenne molto popolare nelle comunità messicane e latine durante gli anni quaranta. Questo tipo di abito venne successivamente vietato come antipatriottico per lo spreco del tessuto. Venne indossato dalle comunità afroamericane e italiane legate al jazz. Gli zoot suit sono spesso accompagnati da un cappello borsalino coordinato con il colore del vestito o da un pork pie hats (occasionalmente decorato con un lungo piumaggio) e da scarpe in stile francese. Altra caratteristica è la presenza di un orologio a taschino nella tasca laterale, penzolante dalla cintura fino al ginocchio. 1920.


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Siti consultati:
http://www.vintagedancer.com
http://www.esquire.co.uk
http://www.elle.it
http://hairstylecamp.com
https://markkcmh.wordpress.com
http://www.independent.co.uk
http://www.little-classics.com/
https://blog.cliomakeup.com
http://cagantoniavita.blogspot.it
https://www.renderosity.com
https://lafrancybonaldo.wordpress.com
http://www.milkywayjewels.com
http://www.howtohairgirl.com
http://www.connessionimultiversi.it
https://www.museumoflondon.org.uk
http://www.thethreef.com

lunedì 17 aprile 2017

Tutorial Charleston n. 6

Ecco l'ultima lezione di Charleston Anni Venti!
Ora sapete quello che serve per divertirvi nelle serate a tema!












domenica 16 aprile 2017

Tutorial Charleston n. 5

Spero che abbiate passato una bella Pasqua piena di sorprese e piena di sole!

E per fare ancora un po' di festa.... ecco  arrivato il momento del Charleston!


Valentina Simonti

Una figura a tema che si chiama Spaventapasseri (Scarecrew in inglese)! Ci sta a pennello con la Primavera!






sabato 15 aprile 2017

Tutorial Charleston n. 4

Uno dei passi più carini del charleston 1920.
Ha diversi nomi: mulino a vento, windmill, cow tail!

Per tutti: il charleston riusnisce alcuni elementi di altri balli come il black bottom o lo shimmy o lo shuffle!

Al posteri è stato tutto tramandato come "charleston"!!!
Buon divertimento e buon lavoro!





venerdì 14 aprile 2017

Tutorial Charleston n. 3


Pronti per la terza lezione di Charleston?
Oggi impariamo due nuovi movimenti!


Valentina Simonti





giovedì 13 aprile 2017

Tutorial Charleston n. 2

Pronti per la seconda lezione di Charleston Anni Venti?


Valentina Danieli, Musical Teacher

Imparare il Charleston è semplice.

Basta un po' di esercizio e pochi movimenti 

e potrete ballare in pista negli eventi dove si suona il Jazz!

Buon divertimento!

Lezione n. 2 Le braccia





mercoledì 12 aprile 2017

Tutorial Charleston n.1


Se non avete progetti speciali di viaggi 
e volete divertirvi un po' durante le vacanze di Pasqua,
potreste pensare di imparare il Charleston!!



Un ottimo modo per iniziare a muoversi in pista negli eventi a tema!
Si tratta di sei brevi lezioni che posterò man mano e che ho registrato per tutti gli amanti delle Danze Swing e non solo!


Buon divertimento!






lunedì 3 aprile 2017

Dress code & social dance anni Cinquanta: trucchi e consigli



Buongiorno a tutti!

Ho navigato un bel po' negli anni Cinquanta per capire bene lo stile legato a questi ambienti di ballo e ho notato che gli Anni Cinquanta si stanno un po' consumando (mannaggia al consumismo!) e che  per mantenersi "giovani e vivi" stanno virando verso inizio secolo....!!!!





Comunque, intanto che lo swing con un click fa i suoi danni (se volete capire di cosa parlo potete leggere il post), noi continuiamo con un po' di studio del costume applicato ai giorni d'oggi.

Premessa (consigliata):
In questo ambiente, sempre facendo molte generalizzazioni e concentrando l’attenzione sul social dance, si può parlare di due mondi paralleli. Quello del boogie woogie, sia di vecchia che di nuova generazione, e quello del rockabilly jive.
Iniziamo dalle icone del periodo: da Audrie Hepburn a Marilin Monroe, da Betty Grable a Rita Haywort da Lucille Ball a Bettie Page.



Risultati immagini per betty page     Risultati immagini per audrey hepburn
Così diverse così simili...

Per gli uomini ricordiamo Marlon Brando, James Dean, con le aderenti magliette bianche infilate negli immancabili blue jeans; Paul Newman , Gene Kelly, Elvis Presley, Jerry Lee Lewis e tutti gli attori del la filmografia legata western story.



   Marlon Brando stands in for a wardrobe test. Risultati immagini per james dean
così diversi così simili...

Oppure per avere un’idea abbastanza verosimile dei ragazzi che affollavano le piste nei famosi anni Cinquanta  basta guardare cult un film come Senza tregua il rock and roll 1956 (detto all'italiana!)

Considerazioni (puoi saltare se ti annoia):
Partiamo dal mondo che gira attorno ai concerti rockabilly.  I “puristi” una decina di anni fa quando i raduni erano meno di massa, erano la maggioranza, mentre adesso la situazione è un po' diversa, decisamente meno integralista.

Ad esempio si può indossare semplicemente una gonna ampia per le ragazze e una maglietta bianca infilata nei calzoni con scarpe All Stars per i ragazzi per sentirsi a tema; ciò ammesso, io trovo che anche al giorno d’oggi le scelte stilistiche sono ben visibili nei raduni rockabilly così come l'amore per il collezionismo che non si applica solo a un dresscode d’occasione  ma che, per gli irriducibili, diventa proprio uno stile di vita in ogni dettaglio anche domestico. Non è più un revival, una rivisitazione ma diventa una ricerca di vintage autentico che arriva a scelte sul tipo "FORNO ELETTRICO O FORNO A GAS?"...


Consigli per il dresscode (da leggere!):
La scelta di una propria immagine dove si uniscono elementi moderni ad altri degli anni passati, parte da alcune icone legate alla cultura rockabilly, cultura che rappresenta per eccellenza un melting pot culturale. Quindi sentitevi liberi e "NON appartenenti". Unico filo conduttore l'amore per la musica rockabilly.


Immagini legate al mondo conservatore western legato alla cultura hillbilly del red neck viaggiano insieme ad altre che vengono dal rock and roll bianco e nero,  o da rivoluzionarie pin-up soft-fetish orgogliose del proprio corpo.



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Red neck

Alcuni cliché sono il risvolto alto dei jeans unisex, le salopette da lavoro oppure i jeans corti con calzino in vista; tacchi e scarpe colorate alla Mary Jane abbinate a borsettine, immancabile eye liner e rossetto fuoco per le ragazze; pettinature per entrambi i sessi alla pompadour, col grosso ciuffo cotonato; per le ragazze la frangetta corta da Haudry Hepburn o rigirata indietro alla faux bang o con stilosissimi victory rolls alla Bettie Page, fazzoletti al collo o molto ben composti in testa, busti, scollature, sottogonne, più o meno sexy, attillato o con gonna ampia, stile marinaio o da Betty Boop.




Altro elemento collegato al genere, è la passione per auto e motori, che era dominante nei primi raduni, dove di fatto il ballo era puramente accessorio. Da qui l’abbigliamento legato ai cosidetti bikers, stivali da moto tipo biker boot e giacca in pelle, modello Harley Davidson (se iniziate a confondervi con questi inglesismi settimana prossima arriva il dizionario "per essere sul pezzo").


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Tatuaggio old school

Il tatuaggio in stile old school è un elemento tipico ripreso dalla cultura anni Cinquanta. 



Molte subculture si sono unite nel creare il ricco guardaroba dei rickabillies, inglesi e americane, come i Rockers, i Greaser, i Teddy Boy Da qui elementi come le creepers, gli occhiali stile Buddy Holly, le giacche stile college (vedi Happy days) o il “chiodo” di pelle.



Passando invece al mondo più legato al ballo boogie woogie, per le persone che affollano le sale da ballo classiche, come i dancing e le balere, l’abbigliamento è molto meno ”costruito”, ma si adatta alla necessità di ballare e di muoversi in velocità senza impicci. Quindi vestiti sportivi abbinati alla classica scarpa da ginnastica o da ballo in gomma adatta al movimento sia per i ragazzi che per le ragazze. Un po’ di colore nel vestito per la dama, fantasie vivaci e vestitini stile Minnie o semplici calzoni di tela o jeans per i ragazzi magari con bretella e papillon, per gli amanti del retrò qualche pezzo autentico come la camicia hawayana.








Il trucco “pin up” è sempre apprezzato, così come le pettinature e i fazzolettini o i cerchietti con fiore, o un laccetto o un fazzoletto al collo in stile Happy Days o una coppola in tela molto semplice per i ragazzi.



Per i boogiesti datati, diciamo over sessanta, usa l’abbigliamento elegante, cioè le signore vestono abiti da mezza sera, con qualche lustrino e volant, classica scarpa da ballo anche con tacco da sera e gli uomini giacca e cravatta che poi si levano per ballare.
Loro non sono così vintage da essere un fenomeno di moda, ma abbastanza per rievocare nostalgici ricordi di galateo. Di sicuro sanno muoversi in pista, accompagnano la dama a sedere e si fermano volentieri a scambiare due parole.

Infine per i raduni come i Twist and Shout, i ragazzi partecipano per lo più in modo informale, con qualche accessorio a tema, magari cappello e bretelle, riservando il tocco anni Cinquanta al banchetto Vintage che propone da sempre per le ragazze trucco in stile (per tutti Ketty vintaqge).


E per concludere una vera chicca assolutamente italiana:
[1951/1955]…al Mercatino Americano di via Tre, a Genova, si trovavano gli abiti americani, le camicie western per esempio…solo lì si trovavano, e anche i dischi di swing e di boogie, Hanry James, Glenn Miller, In the Mood. Noi amavamo Guitar Boogie… all’Arethusa [ i frequentatori ] gli esistenzialisti erano vestiti di nero con le giacche di pelle, c’erano anche le persone in camicia e cravatta, i musicisti avevano la loro cravattina, a volte mettevano la paglietta, poi c’erano i “bulli” che camminavano in quel modo lì e masticavano il chewing gum, avevano le basette lunghe, il giubbotto di pelle coi chiodi, gli stivali... sai da moto..., i ragazzi normali mettevano le scarpre da ginnastica per ballare, avevano i jeans lunghi col risvolto erano i Teddy boy; di Gioventù Bruciata e Fronte del Porto e c’erano gli artisti come Dalì, Versace, Vergottini, Galtrucco che si vestivano a modo loro perché erano loro.”
Jack La Cayenne, intervista marzo 2017


Contributi e siti di riferimento per le immagini:

https://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_Dal%C3%AD
http://firenze.pinkitalia.it/moda/da-firenze-ferragamo-celebra-la-ballerina-di-audrey-hepburn/
https://it.wikipedia.org/wiki/James_Dean
http://www.thefashionisto.com/marlon-brando-style-photos/
http://passionetattoo.it/tatuaggi-old-school
https://it.pinterest.com/aylincetinkaya/jean-icons/?lp=true
http://kettysvintage.blogspot.it/
http://vintagedancer.com/1950s/1950s-inspired-fashion-recreate-look/
https://makeup-idee.myblog.it/2013/08/24/trucco-anni-50-come-diventare-una-pin-up-5640207/