giovedì 29 giugno 2017

Lo swing liquido: cambio di scena

Swing Crash in Italia rappresenta "Il Festival".

E' doveroso andare per chi come me vuole annusare la scena... tanta gente, super le band, bravi i ballerini, bello lo show; principianti e curiosi con la bocca aperta e pieni di buone intenzioni per il prossimo anno, un po' di scarsa attenzione per la musica e i musicisti... in generale, bella atmosfera, per lo meno dal mio punto di vista, e tutto più o meno uguale.

Tutto, tutto però no, anzi direi che c'è stata una cosa che mi ha proprio colpito, una novità bella e buona.

Al Minns e Leon James, Jazz Dancer (1951), ⒸClemens Kalischer



Era da un po' che questa novità mi ronzava intorno e che avevo già assaggiato a Torino nel 2015 vedendo a Manuel Micheli partecipare a un Jack and Jill, e qui ho trovato la vera differenza.

Mi spiego.



Lindy Hop at the New York World's Fair, 1939




Anni fa quando ho cominciato a studiare questo ballo eravamo veramente in pochi a Milano. Io mi esercitavo con una bastone con le rotelle; è da non credere, ma mi ero veramente costruita una scopa con le ruote, le avevo messo anche la faccia e le braccia a molla, insomma, immaginate un po'.

La foto completa non ce l'ho, ma queste sono le ruote! Il progetto è del mio amico Italo. 


Oltre alla scopa, giravo per questi festival infiniti, cercando di capire e chiaramente facevo entrambi i ruoli, leader, che è chi conduce e follower, che è chi segue.

Non era facile. Ma non tanto per lo studio, quanto perché alle serate quando invitavo le signorine cool, tutte infiocchettate per l'occasione, ecco, sì magari accettavano, ma l'entusiasmo era tutto diverso se le invitava un cavaliere.

Questa cosa era un po' avvilente.

Ora a Swing Crash, per rompere il ghiacchio ho passato i "cancelli", (consiglio: sempre rompere subito il ghiaccio appena arrivate, mai fermarsi a guardare gli altri!) e ho chiesto di ballare a una ragazza in attesa. 

Scena cambiata totalmente! Era strafelice di ballare con me, e la gente intorno o meglio fuori dal "recinto" stracontenta di vederci ballare, intendo due ragazze, o dame, insomma ci hanno fotografato e tutto e così via.

Mi dico, forse perché dopo tanti sforzi ho imparato a ballare da leader.
Ma non penso sia così. 
E infatti la scena continua: quando mi sono trovata un posticino tranquillo su una panchina, (proprio vicino a una signora che sventagliava, che bello!), davanti a me chi vedo? Ben due coppie di ragazzi che ballavano assieme.




E allora ho capito.
Ecco la nuova tendenza del momento, che ci sta con il rifiuto delle appartenenze, che collima con le origini del nostro ballo e la filosofia del jazz e che tanto dice sui mondi virtuali e i suoi virus.

La coppia omo è diventata di moda.

Ragazze e ragazzi, datemi retta, lo swing liquido va alla grande, se volete essere la crème de la crème iscrivetevi nel ruolo inverso!

mercoledì 21 giugno 2017

Diversi modi di vedere la scena

Credit Antonio di Canito

Alla nostra di Festa di Fine Anno avevo invitato tutti.
Ed erano venuti tutti e dopo aver mangiato e dopo aver applaudito l'applaudibile, siamo andati felici fuori al fresco a ballare; e sembrava tutto a posto, ma invece no, non avevamo visto bene, perché il nostro socio e musicista Guido Bianchini a un certo punto ha smesso di suonare, ha guardato il pubblico (di ballerini) e ha detto:
"insomma, siamo qui in terra in mezzo a voi, non c'è neanche il palco in questo posto, stiamo suonando sulla pista... io ve lo dico, se volete che suoniamo, l'energia che vi diamo, noi (musicisti) ve la chiediamo indietro!!"
Eh sì, perché presi dalla nostra bella festa e nonostante nostro Galateo fresco fresco di proiezione, (mannaggia!) noi ballerini i musicisti non li stavamo proprio vedendo!



Lucy's Pie Tiny Orchestra 

Festa di Fine Stagione di Nonsolocharleston

Credit Antonio di Canito

(PS... tra l'altro non facciamo inispettire i musicisti trattandoli come juke box perché ho scoperto che hanno tanti strumenti per ribattere, come troncare la musica all'improvviso, renderla infinita, accellerarla...)


E poi, è stata la mia volta ad essere l'ospite e alle tre del pomeriggio, eccomi scendere dalla 90 e trotterellare nel caldo di Milano verso il Circolo Bentivoglio, dalla maestra Margy Arroni per l'annuale saggio di ballo dei Non Vedenti. Prove, seggiole spostate, cambi d'abito, e avanti e indietro. 
E qui per capire che erano tutti contenti ho dovuto sforzarmi di non guardare come chi ci vede,  ma accettare a occhi chiusi i bastoni, gli inciampi e le torte, con Margy e Paolo che si davano un gran da fare, e i ragazzi volontari, e le vecchiette gentili e la Presidentessa grande e grossa (spropositata con gli occhiali scuri e le perle che continuava a urlare "Bravi, bravissimi") e tutto sembrava andare proprio bene anche se non c'era poprio nulla di veramente speciale da "vedere". 





Performance di ballo Circolo Nonvedenti Bentivoglio - Milano

E la sera, la stessa domenica, ho terminato la giornata pedalando sulla mia bici, tutta fiera nei miei calzoni nuovi che la mia sarta cinese, che è magica, mi aveva appena consegnato svegliandomi a metà del mio riposino (domenica!, ma lei lavora sempre) e così ben vestita sono andata, dopo tanto che non partecipavo,  al raduno del SAC (che è un ritrovo di swing illegale milanese) organizzato dai ragazzi del SAC (storici) all'Arco della Pace con l'eccezionale presenza della musica dal vivo (La banda di Raffaele Kohler Swing più ... più...). 



Mi sembrava proprio che tutti fossero felici anche se il giorno dopo mentre raccontavo come era stato bello la mia allieva ha detto che lei veramente aveva fatto da gran tappezzeria perché con la luce aveva paura che la vedessero muovere i primi passi!E anche qui tutto bene, bello bello, festoso, comunitario, pieno di "ciao ciao che bello trovarti qui...", e scambi di opinioni con persone interessanti, e un sacco di gentilezza e cose da bere.

In effetti anche io tra un bicchierino e l'altro e il mio carattere irritabile probabilmente mi ero persa la scena ... indispettita dal muro di braccia alzate, forti e dure, che spuntavano dalle schiene e terminavano con un cellulare, lì ferme in un cerchio impenetrabile, a proteggere la jam dei musicisti per riservarla alle condivisioni virtuali.
E così non mi sono guardata intorno. 

mercoledì 14 giugno 2017

L'arte di scegliere il proprio ruolo

Le differenze di "genere" nel ballo sociale contano? 
In una pista da ballo che tanto raccoglie di evasione e libertà, parlare di "ruoli" ha senso?



La famosa foto del '45 di Alfred Eisenstaedt. Un marinaio baciava una giovane donna americana, nei momenti susseguenti all’annuncio del presidente Truman che il Giappone era stato sconfitto. La foto fu pubblicata dal settimanale Life. 

O sarebbe meglio parlare di leader e follower, senza nessun riferimento al "sesso" o meglio ancora di ballerini, senza parlare di "ruoli", persone, ognuno libero di cercare o interpretare il proprio ecclettico personaggio?


Some Like It Hot, 1959


Parentesi su di me....: a sette anni oltre alla sindrome di Peter Pan (non volevo compiere otto anni), io avevo anche il complesso di Edipo: avrei tanto voluto essere un bambino. 
Ero una piccola milanese occhialuta e l'emancipazione femminile, il '68 coi suoi doverosi eccessi, non era ancora nella mia di storia.



Adesso che sono grande e fare la donna mi piace molto, ho imparato anche che la diversità, termine in via d'estinzione, esiste e che ogni diversità racconta una storia e tra le storie più grandi, l'ombrello che raccoglie tante storie individuali, c'è quella di "genere". E dal genere al  ruolo il passo (per rimanere in tema) è breve...

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Il twist, di lontane origini tribali, ripreso come movenze nei balli di coppia, venne lanciato da Chubby Checker nel 1960 diventando  il capostipide dei balli "bianchi di coppia" in solo.

Nei primi decenni del Novecento, le ragazze emancipate hanno dato una bella scossa ai "giochi di ruolo".
Partiamo delle soubrette di colore protagoniste indiscusse del teatro.

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"In the photo below, we see a young Baker reveling in her newfound fame as part of the legendary dance troupe, La Revue Nègre." Dana Oliver, Executive Fashion And Beauty Editor, The Huffington Post

Guardiamo la scena bianca dei primi decenni del Novecento, con le flappers, le loro sigarette e il loro ridere e squotersi liberamente in pubblico.

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Le Flapper Girls cavalcano proprio l’onda degli Anni Ruggenti, che vedono l’interesse sempre maggiore per il jazz e il dadaismo. Sono donne emancipate, donne che lavorano, donne che si vestono in maniera completamente differente dal passato.**

La danza tribale incontra la società europea, già scossa prima dal Valzer e poi dal Tango, e trasforma una forma di comunicazione ritmica come lo Juba, in una composta performance di coppia, come il partner charleston.


Risultati immagini per lo juba danza africana
Juba”, o “Pattin’ Juba” (“Djouba” ad Haiti) era prima di tutto una danza di antica origine africana che gli schiavi neri nella Guyana olandese, nei Caraibi e nel sud degli States ripresero ed adattarono forse già nel XVII secolo, quando l’uso di strumenti, in particolare a percussione, era severamente vietato e punito nelle piantagioni, perchè i bianchi pensavano che servisse agli schiavi per trasmettere tra loro informazioni in codice. ***

Tornando ai ruoli. Le danze grossolanamente dette "africane" non erano di coppia così come la intendiamo noi e dalla loro storia, che è diversa dalla nostra, nulla di più possibile che veder crescere protagonisti dello stesso sesso a completamento di una performance in single.


Al Minns & Leon James . From the documentary: DANCE TIME RESEARCH #1. Two of the all time great swing dancers give us a look at several variations of the Charleston.

Nel presente le sorelle DecaVitas sono un bell'esempio (la coppia nel lindy hop sociale così come nelle competizioni a tutti i livelli, non è regolata dal genere e neanche dall'età, notate!, come invece facciamo in Italia in campo sportivo).

Emelie and Rebecka are instructors and performers of Lindy Hop and other vintage swing dances. They are based in Stockholm, Sweden, but teach and perform all over the world.


E anche noi di Milano, nel nostro piccolo, ce la caviamo niente male...


Credit Antonio di Canito



Tutto ciò  sembra in contrasto con quanto l'amico e filosofo Andrea  Colasuonno, mi ha suggerito come una delle componenti che hanno contribuito al successo del lindy hop (intervista per Q Code Magazine del 2016):

<<Potrebbe essere anche che la nostra generazione non è più abituata a ballare in coppia, e una cosa del genere aiuti a ristabilire degli equilibri e delle dinamiche a cui piano piano ci siamo disabituati?>>****


Sì, certo. Definire inizialmente semplifica e rassicura.

Il difficile però viene dopo, cioè nel capire il ruolo dell'altro.
Lragazze che si sono iscritte nelle mie classi da leader, (hanno in genere una storia da follower), attorniate da dame petulanti e affamate di ballo, iniziano a comprendere perché a lezione quando dico: <<bisogna imparare che nello swing ci sono due ruoli, c'è chi guida e c'è chi segue...>>, la metà dei leader uomini presenti inizia a sudare e la metà all'opposto è felice...!!
Questa è la cosa più divertente del gioco di ruolo che nel ballo facciamo veramente, intendo veramente, con un contatto vero:  non serve eliminare la parola "diverso" dal vocabolario,  basta ballare, e il diverso è lì di fronte a voi! Uomo, donna, giovane, vecchio, alle prime armi o navigato, eccola lì, la benedetta diversità. Ora tocca a noi. 
Vogliamo o non vogliamo esultare nel ballo? E la domanda è: cosa ci fa esultare di più? 
Chiaro che la risposta è anche lei molto "diversa".

<< If you make a mistake, get all tangled up, you just tango on.>>

(Al Pacino, Scent of a Woman, 1992).





Crediti:
https://www.goccediperle.it/mitici-anni-60/
http://letteradonna.it/236223/istat-statistica-storia-donne-italia/
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=49433&lang=it
http://www.girodivite.it/Il-Bacio-di-Francesco-Hayez.html
http://www.huffingtonpost.com/2013/05/14/josephine-baker-beauty-photos_n_3267033.html*
http://losbuffo.com/2015/05/05/moda-dopoguerra-flapper-girls/**
https://www.thedecavitas.com/
http://www.ladanza.dance/danza-sportiva/tip-tap/***
http://www.qcodemag.it/2016/10/17/la-nuova-travolgente-scena-swing-milanese/****






lunedì 5 giugno 2017

Ma lo swing è solo per coppie?

"Vorrei imparare a ballare swing ma non sono in coppia, aihmè! che guaio..."
E' vero o falso?


Credit Benedetta Pitscheider


Dal Valzer della Rivoluzione Francese in avanti, la coppia è diventata il centro del ballo; dentro e fuori dai salotti la danza sociale è celebrata per fare festa. Per cui festa e coppia, ecco il cuore pulsante del social dance.
Festa all'altro o anche festa a se stessi, perché no, una rinascita, inebriati dal proprio movimento e dall'ambiente che ci circonda. Ma soprattutto festa per conoscersi, stabilire alleanze o, aihmé, esibire differenze.


Negli stroll, il Jive ne è un esempio, le ragazze ballano da sole, sfoggiando i loro abitini della domenica, ma tutt'intorno una distesa di moto e macchine d'epoca, giubbotti e basette, creano il suo perché.



C'è chi festeggia in un ambiente dove gli scambi e i contatti diventano quasi uno sfoggio, un ballo del tacchino del duemila!!.. (il lindy hop la sa lunga al riguardo), o chi ama la quiete e la discrezione sofisticata del balboa




Chi scatta e suda in un boogie woogie ballato su musiche rock and roll, e rischia l'infarto perché di ribelle conserva solo lo spirito, o chi si culla nei ritmi morbidi del blues. Il sangue comunque  gira e gira...


Uomo e donna, contatto, connessione, following, nuove regole di galateo e nuovi ruoli per i piccoli e i grandi del Duemila, regole che piacciono in teoria e che devono essere rispettate nella pratica, seppure in un contesto da favola, come il ballo; dove abiti, musiche e scenario e soprattutto ritmo ci portano lontano dalla quotidianità della metro e ci riportano ai battiti del nostro cuore.






Ma ora torniamo alla domanda, bisogna essere in coppia per imparare a ballare, cioè per iscriversi a un corso di ballo, la  porta di ingresso per lo swing che è la danza social per eccellenza?
Beh, qui la risposta è no! I posti sono limitati per tutti, ma sono distribuiti ugualmente per dame e cavalieri e coppie. Per lo meno, Nonsolocharleston fa così. 
Corso da venti persone: 5 posti per follower, cinque per leader e cinque per coppie.
E poi chi ti vieta di scegliere il tuo ruolo?


Altrimenti che social dance è?


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