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Diversi modi di vedere la scena

Credit Antonio di Canito

Alla nostra di Festa di Fine Anno avevo invitato tutti.
Ed erano venuti tutti e dopo aver mangiato e dopo aver applaudito l'applaudibile, siamo andati felici fuori al fresco a ballare; e sembrava tutto a posto, ma invece no, non avevamo visto bene, perché il nostro socio e musicista Guido Bianchini a un certo punto ha smesso di suonare, ha guardato il pubblico (di ballerini) e ha detto:
"insomma, siamo qui in terra in mezzo a voi, non c'è neanche il palco in questo posto, stiamo suonando sulla pista... io ve lo dico, se volete che suoniamo, l'energia che vi diamo, noi (musicisti) ve la chiediamo indietro!!"
Eh sì, perché presi dalla nostra bella festa e nonostante nostro Galateo fresco fresco di proiezione, (mannaggia!) noi ballerini i musicisti non li stavamo proprio vedendo!



Lucy's Pie Tiny Orchestra 

Festa di Fine Stagione di Nonsolocharleston

Credit Antonio di Canito

(PS... tra l'altro non facciamo inispettire i musicisti trattandoli come juke box perché ho scoperto che hanno tanti strumenti per ribattere, come troncare la musica all'improvviso, renderla infinita, accellerarla...)


E poi, è stata la mia volta ad essere l'ospite e alle tre del pomeriggio, eccomi scendere dalla 90 e trotterellare nel caldo di Milano verso il Circolo Bentivoglio, dalla maestra Margy Arroni per l'annuale saggio di ballo dei Non Vedenti. Prove, seggiole spostate, cambi d'abito, e avanti e indietro. 
E qui per capire che erano tutti contenti ho dovuto sforzarmi di non guardare come chi ci vede,  ma accettare a occhi chiusi i bastoni, gli inciampi e le torte, con Margy e Paolo che si davano un gran da fare, e i ragazzi volontari, e le vecchiette gentili e la Presidentessa grande e grossa (spropositata con gli occhiali scuri e le perle che continuava a urlare "Bravi, bravissimi") e tutto sembrava andare proprio bene anche se non c'era poprio nulla di veramente speciale da "vedere". 





Performance di ballo Circolo Nonvedenti Bentivoglio - Milano

E la sera, la stessa domenica, ho terminato la giornata pedalando sulla mia bici, tutta fiera nei miei calzoni nuovi che la mia sarta cinese, che è magica, mi aveva appena consegnato svegliandomi a metà del mio riposino (domenica!, ma lei lavora sempre) e così ben vestita sono andata, dopo tanto che non partecipavo,  al raduno del SAC (che è un ritrovo di swing illegale milanese) organizzato dai ragazzi del SAC (storici) all'Arco della Pace con l'eccezionale presenza della musica dal vivo (La banda di Raffaele Kohler Swing più ... più...). 


L'immagine può contenere: 6 persone, spazio all'aperto
Arco della Pace, 18 giugno 2017 - SAC
Credit Marco Sanasi


E anche qui tutto bene, bello bello, festoso, comunitario, pieno di "ciao ciao che bello trovarti qui...", e scambi di opinioni con persone interessanti, e un sacco di gentilezza e cose da bere.
Mi sembrava proprio che tutti fossero felici anche se il giorno dopo mentre raccontavo come era stato bello la mia allieva ha detto che lei veramente aveva fatto da gran tappezzeria perché con la luce aveva paura che la vedessero muovere i primi passi!
In effetti anche io tra un bicchierino e l'altro e il mio carattere irritabile probabilmente mi ero persa la scena ... indispettita dal muro di braccia alzate, forti e dure, che spuntavano dalle schiene e terminavano con un cellulare, lì ferme in un cerchio impenetrabile, a proteggere la jam dei musicisti per riservarla alle condivisioni virtuali.
E così non mi sono guardata intorno. 

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