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La danza in evoluzione, la val di Fassa e me

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Quest'anno sono tornata in Val di Fassa dopo circa quindici anni. Più o meno il tempo che ballo swing. La Val di Fassa l'avevo lasciata perché stava cambiando. Troppi impianti di risalita, parchi giochi ad alta quota, confusione per le strade. E nessuno che sfalciasse più l'erba. Era una questione di orgoglio: i miei ricordi non coincidevano più con la realtà perché la realtà stava cambiando. Io non so se la realtà di adesso sia migliore o peggiore di quella di una volta. Il mio cuore rimbalza tra il vecchio e il nuovo. I ricordi fatti di scarponi, vecchi sci, montanari chiusi e diffidenti e la tecnologica pittoresca efficiente accoglienza di adesso.   Che cosa c'entra col ballo? C'entra. C'entra perché l'orgoglio, la presunzione che i propri ricordi siano i migliori a volte rende diffidenti, ostili e estranei, si creano delle isole di cultura, si abbattono i ponti. Insomma le montagne sono sempre lì e i colchici fioriscono ancora a se...