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Lo swing liquido: cambio di scena

Swing Crash in Italia rappresenta "Il Festival".

E' doveroso andare per chi come me vuole annusare la scena... tanta gente, super le band, bravi i ballerini, bello lo show; principianti e curiosi con la bocca aperta e pieni di buone intenzioni per il prossimo anno, un po' di scarsa attenzione per la musica e i musicisti... in generale, bella atmosfera, per lo meno dal mio punto di vista, e tutto più o meno uguale.
Tutto, tutto però no, anzi direi che c'è stata una cosa che mi ha proprio colpito, una novità bella e buona.

Al Minns e Leon James, Jazz Dancer (1951), ⒸClemens Kalischer



Era da un po' che questa novità mi ronzava intorno e che avevo già assaggiato a Torino nel 2015 vedendo a Manuel Micheli partecipare a un Jack and Jill, e qui ho trovato la vera differenza.
Vi spiego.

Lindy Hop at the New York World's Fair, 1939

Anni fa quando ho cominciato a studiare questo ballo eravamo veramente in pochi a Milano. Io mi esercitavo con una bastone con le rotelle; è da non credere, ma mi ero veramente costruita una scopa con le ruote, le avevo messo anche la faccia e le braccia a molla, insomma, immaginate un po'.

La foto completa non ce l'ho, ma queste sono le ruote! Il progetto è del mio amico Italo. 


Oltre alla scopa, giravo per questi festival infiniti, cercando di capire e chiaramente facevo entrambi i ruoli, leader, che è chi conduce e follower, che è chi segue.

Non era facile. Ma non tanto per lo studio, quanto perché alle serate quando invitavo le signorine cool, tutte infiocchettate per l'occasione, ecco, sì magari accettavano, ma l'entusiasmo era tutto diverso se le invitava un cavaliere.

Questa cosa era un po' avvilente.

Ora a Swing Crash, per rompere il ghiacchio ho passato i "cancelli", (consiglio: sempre rompere subito il ghiaccio appena arrivate, mai fermarsi a guardare gli altri!) e ho chiesto di ballare a una ragazza in attesa. 

Scena cambiata totalmente! Era strafelice di ballare con me, e la gente intorno o meglio fuori dal "recinto" stracontenta di vederci ballare, intendo due ragazze, o dame, insomma ci hanno fotografato e tutto e così via.

Mi dico, forse perché dopo tanti sforzi ho imparato a ballare da leader.
Ma non penso sia così. 
E infatti la scena continua: quando mi sono trovata un posticino tranquillo su una panchina, (proprio vicino a una signora che sventagliava, che bello!), davanti a me chi vedo? Ben due coppie di ragazzi che ballavano assieme.



E allora ho capito.
Ecco la nuova tendenza del momento, che ci sta con il rifiuto delle appartenenze, che collima con le origini del nostro ballo e la filosofia del jazz e che tanto dice sui mondi virtuali e i suoi virus.

La coppia omo è diventata di moda.

Ragazze e ragazzi, datemi retta, lo swing liquido va alla grande, se volete essere la crème de la crème iscrivetevi nel ruolo inverso!

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